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Illustratori nella Venezia Giulia

Friday 10.05.2024
– Sunday 30.06.2024
IRCI
Venerdì prossimo 10 maggio alle ore 17.30 l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata inaugura presso la propria sede al Museo istriano in via Torino 8, a Trieste, la mostra "Illustratori nella Venezia Giulia" che porta il pubblico in un viaggio di segno e colore per descrive le fantasie di pittori, grafici, designer nati o attivi nell’area fra il Friuli, Trieste, l’Istria, Fiume e la Dalmazia fra il chiudersi dell’Ottocento e tutta la prima metà del Novecento nel vasto campo dell’illustrazione dal manifesto pubblicitario, alla ricorrenza, dalle copertine alle tavole per i libri, dalle vignette satiriche o dal fumetto al cartone animato, dalle locandine o dalle cartoline disegnate agli inviti o ai diplomi decorati.
La mostra - e il corposo catalogo di oltre 300 pagine che l’accompagna - indagano su una cinquantina di artisti dai grandi maestri triestini Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich, e di quest’ultimo si propone anche un inedito manifesto per le “Corse al trotto” milanesi degli inizi degli anni ’20, oltre che un grande bozzetto per la “Rinascente giocattoli”, al capostipite del cartellonismo giuliano, Giuseppe Sigon, creatore dello stabilimento cromolitografico alla Modiano di Trieste, o, ancora, alle straordinarie figure di Antonio Bauzon, con un superbo enorme bozzetto per dolciumi, e Pier Antonio Sencig, entrambi attivi soprattutto alla Passero – Chiesa di Udine e Monfalcone. Singolari sorprese arrivano da artisti considerati pittori puri come Guido Grimani, con un superbo cartello d’inizio ‘900 per gli eventi musicali triestini, o Ugo Flumiani che regala al pubblico un grade diploma decorato a mano negli stilemi del liberty e datato al 1903. Su quest’onda seguono le grafiche pubblicitarie di de Finetti, di Tominz, per le “Corse al trotto” di Trieste (1909), di Glauco Cambon, di Argio Orell, di Vito Timmel.
Gli anni fantastici fra il ’20 e il ’30 in area giuliana hanno i nomi di Pollione Sigon, figlio d’arte di Giuseppe, e, indubbiamente, il più prolifico disegnatore pubblicitario del tempo, di Orfeo Toppi, vignettista, illustratore di libri, fumettista, di Gigi Vidris, con straordinarie pubblicità e disegnatore dell’esodo istriano e presente con tavole satiriche su “Candido”. Sono questi gli anni di Urbano Corva, di Marcello Claris, di Ugo Carà, di Tullio Crali con linee sfuggenti, semplificate, riassuntive. Ma sono anche gli anni di Alberto Zhelizh, di Giovanni Giordani, di Antonio Quaiatti, del friulano Ernesto Mitri, della Popi (Mariella Polli) interprete di un déco alla Giò Ponti, di Giorgio Dabovich con le sue raffinate eleganze.
È il tempo anche di Gustavo Petronio, l’innovatore che per primo e dalla periferica Trieste ragionò sull’animazione, sui cartoni animati, quello che creerà la figura dell’Arrigo, l’omino della Arrigoni, che diventerà fumetto e poi cartone animato. Petronio, disegnerà di tutto dagli anni ’10 agli anni ’40 e avrà buona sorte a Milano con i fumetti per il “Corriere dei Piccoli” fra Gian Bretella, Zimbo e Bomba. Fino all’inedito Piero Tapa di cui vengono proposte tavole originali a china.
Un mondo ricco, oggi assai perduto, che, in questa sede, conclude il suo viaggio con quel Renzo Kollmann che per anni deliziò i giuliani con le sue vignette per “La Cittadella”. E con Angelo Battistella, il rovignese esule che nell’immediato dopoguerra diede linee nuove alle pubblicità delle compagnie di navigazione. E alla Vidal, col pino silvestre tutto di sua invenzione. Battistella, l’unico, quasi centenario, ancora fra noi.
Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata
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